Giotto
La rinuncia ai beni terreni
Rappresenta "quando restituì al padre ogni cosa, e, spogliatosi rinunziò ai beni paterni e terreni, dicendo al padre: - d'ora in poi, con tutta sicurezza, posso dire: Padre nostro che sei nei cieli, poiché Pietro di Bernardone mi ha ripudiato - ".
Il quadro è suddiviso chiaramente in due parti: fra il gruppo di persone di sinistra e quello di destra, fra le due costruzioni architettoniche dietro i gruppi, con in mezzo uno spazio vuoto.
Sulla destra vediamo Francesco che si è già spogliato degli abiti, mentre il Vescovo, dietro di lui, lo avvolge nel suo piviale. Dietro il vescovo si scorgono due chierici nei cui volti si rispecchiano sorpresa e tensione.
Sulla sinistra è rappresentato il padre di Francesco, tiene sul braccio gli abiti del figlio e il suo atteggiamento esprime una collera violenta; la mano destra chiusa a pugno vorrebbe colpire il figlio, ma un amico, afferrandolo per il polso, lo trattiene da questo atto di violenza.
Lo sguardo di Francesco non è rivolto al padre, dall’alto ode la voce di Dio, del Padre celeste che lo ha chiamato a sé, Dio è simboleggiato dalla mano che si trova all’altezza del tetto di sinistra ed è rivolta verso Francesco in atto benedicente.
Due punti meritano particolare attenzione:
1)La mano ( nella lingua ebraica ”mano” è sinonimo di “potenza”) si trova esattamente al di sopra del padre di Francesco,. Sotto questo simbolo è posta la figura del padre, è il simbolo della suprema autorità (autorità paterna).
2) Il “vuoto” che ,occupando il centro del quadro, separa padre e figlio, manifesta rottura completa, la catastrofe, il culmine del dramma scatenato dall’azione di Francesco; qui si rivela chiaramente la separazione dal padre. Nello stesso tempo però ,viene costituito un nuovo collegamento con la parte sinistra del quadro, perché Francesco è volto indietro, in senso opposto allo svolgimento del ciclo e si sente legato a Colui che lo ha chiamato a sé in San Damiano.
All’estremità sinistra della scena, in basso, due ragazzi discutono vivacemente fra loro e , con la loro presenza, danno maggiore intensità al contenuto del quadro.
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